The imitation Game è un film del 2014 diretto da Morten Tyldum e ha come protagonista l’attore Benedict Cumberbarbatch. Il film è stato candidato a otto categorie degli Oscar, vincendo la statuetta per la miglior sceneggiatura non originale.
Trama: La vita del matematico inglese Alan Turing, genio indiscusso del XX secolo, considerato uno dei padri dell’informatica e dei moderni computer, fino alla sua precoce e tragica scomparsa.
Nel film la società preferisce rinunciare a una delle menti più brillanti del suo tempo, che le ha permesso di vincere la seconda guerra mondiale, piuttosto che accettare la realtà. L’omosessualità viene vista come una malattia, da curare con pillole che portano a veri problemi di salute, che portano l’uomo a morire per colpa della più grande malattia: l’ignoranza.
Una società che vede nel normale qualcosa di diverso solo perché non rispecchia la propria idea che si è fatta dell’uomo.
The imitation Game: l’uomo non è una macchina….
L’uomo non è una macchina, non può essere programmata per amare chi vuole la società.
Nel film è il protagonista, e costretto ad adattarsi al mondo.
Ma la realtà è che dovrebbe essere la società a cambiare . E lei che è sbagliata, è la società che va curata, non l’uomo.
Il film è ambientato durante la seconda guerra mondiale, gli anni 40, e questo ci porta a un’ulteriore riflessione: il pensiero omofobico, razzista e antisemita era presente in tutti i paesi europei, un pensiero rimasto nell’epoca, ma attenuato, soprattutto nei confronti degli ebrei, solo dopo la scoperta degli orrori che i nazisti avevano commesso.
Le persone, la società, scoprendo il marcio delle loro idee ha capito di dover cambiare, almeno l’intenzione era quella. Nella realtà dei fatti non fu così.
Le disuguaglianze restano, l’omofobia e il razzismo sono ancora presenti in molte società. Non bisogna ascoltare la società solo perché ha paura del diverso, ma i veri diversi sono coloro che pensano che tutti siano uguali, come usciti dalla stessa fabbrica.
Consiglio questo film per diverse ragioni: per quanto riguarda la tematica LGBT+ è un film che fa riflettere, come già detto precedentemente, su come la società diffondeva un pensiero sbagliato a ciò che era “diverso” dai loro standard e su come si comportava quando affrontava questa tematica.
Aggiungo che il personaggio ha un’altra caratteristica che lo rende inaccettabile per la società dell’epoca, è autistico.
Un’ altra tematica affrontata è il ruolo della donna, il personaggio femminile principale.
Il personaggio Keira Knightley, non ha una piena libertà sul proprio futuro.
La donna e vista come madre e moglie, il resto non lo può fare.
Ultima tematica è il tema della guerra, delle strategie e dell’intelligente, che porta alla scelta di sacrificare delle vite per salvarne altre.
Ringrazio i miei lettori, per la lettura della mia recensione del film The Imitiation Game.
Augurandomi possiate trovare gradevoli anche le ulteriori recensioni di film che nel tempo ho realizzato per voi.
