Bravə Mai

Ci sono progetti capaci di lasciare il segno, di quelli che ti entrano sottopelle e non ti lasciano più.

Nel 2024, quando ho iniziato a commentare le prime tre stagioni di “Bravə mai”, ho capito subito che non ci trovavamo di fronte al solito podcast.

Il primo spazio orizzontale dedicato al sesso tra donne, ideato da Viviana Bruno, ha fatto molto più che intrattenere:

ha scardinato tabù ed è arrivato persino sui megaschermi di New York con un messaggio potente:

abbattere il falso mito delle “brave ragazze”, educate e puntualmente silenziose sul proprio piacere per paura del giudizio altrui.

Tra puntate iconiche dedicate al Pride e alla percezione dei corpi, il podcast ha saputo creare una comunità inclusiva e uno spazio sicuro, libero dai giudizi della società patriarcale.

  • Una rivoluzione guidata da una frase di Viviana che mi è rimasta impressa: “Parlare liberamente di sesso non significa dare il consenso a chiunquə”.

Dopo una lunga e sentita pausa, quella sferzata di libertà e buon umore è finalmente tornata.

Lo ammetto: non appena hanno annunciato i nuovi episodi, la curiosità è stata immediata.

Di quali argomenti avrebbero parlato adesso? Come sarebbe continuato questo viaggio?

 

 

 

La prima cosa che salta all’occhio in questo attesissimo ritorno è un evidente cambio di formazione.

Non parliamo di semplici new entry, ma di un vero e proprio dimezzamento del team: se prima eravamo abituati a una squadra composta da Rosy, Ella, Giovanna e Viviana (con Claudia come special guest in alcuni episodi), oggi la situazione è diversa.
A guidare il microfono in questa nuova avventura sono rimaste Ella, Viviana e Claudia.

Un assetto più intimo e concentrato che inevitabilmente ridefinisce la dinamica del gruppo, ma che mantiene intatta quell’energia autentica che ci aveva fatti innamorare del progetto fin dall’inizio.

Cambiano le geometrie, ma non cambia l’essenza.
I primi sette episodi non hanno deluso le aspettative:

le bravə sono tornate ancora più scoppiettanti e in forma che mai!

La prima cosa che salta all’occhio in questo attesissimo ritorno è un evidente cambio di formazione.

Non parliamo di semplici new entry, ma di un vero e proprio dimezzamento del team: se prima eravamo abituati

a una squadra composta da Rosy, Ella, Giovanna e Viviana (con Claudia come special guest in alcuni episodi).

Oggi la situazione è diversa a guidare il microfono in questa nuova avventura sono rimaste Ella, Viviana e Claudia.

Un assetto più intimo e concentrato che inevitabilmente ridefinisce la dinamica del gruppo, ma che mantiene

intatta quell’energia autentica che ci aveva fatti innamorare del progetto fin dall’inizio.

Cambiano le geometrie, ma non cambia l’essenza.

I primi sette episodi non hanno deluso le aspettative: le bravə sono tornate ancora più scoppiettanti e in forma che mai!

Se queste puntate – dedicate alle nostre peggiori “figuracce”, alle “ragazze di periferia”, ai “compromessi”, all’imperdibile “anale mai banale”, fino a “troie del futuro” e “Bravə Tuttə” – erano solo un assaggio, questa stagione di Bravə mai si è conclusa col botto.

Ora non resta che aspettare e scoprire quale sarà il prossimo argomento che metteranno sul tavolo nella prossima stagione!
Parlo per me, ma so di dare voce a tantə: come avevo già scritto nella recensione precedente, con loro mi sento parte di qualcosa.

Hanno creato un posto sicuro dove non si deve avere paura di nulla, nemmeno di ridere delle nostre figuracce (citando proprio il tema della puntata del loro ritorno).
Per concludere, questo podcast mi era mancato tantissimo: fa bene all’anima.

E io, ormai, non vedo l’ora che sia giovedì mattina.
E forse è proprio questo il segreto di Bravə mai: non ti fa sentire spettatrice, ti fa sentire capita.
Grazie, ragazzə!

Pubblicato da serietvlgbtqia

all'esplorazione e alla recensione di contenuti audiovisivi con una forte componente LGBTQIA+, inclusi serie TV, film, podcast e canzoni. Il titolo "Stronger Together" riflette l'intento di creare una comunità inclusiva e solidale, celebrando la diversità e l'identità queer.